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CYMBALS EAT GUITARS - un'intervista a cura di Antonio Paolo Zucchelli per Indie-Rock.it |
INTERVISTA AI CYMBALS EAT GUITARS di
Antonio Paolo Zucchelli - www.indie-rock.it Febbraio 2010
Introduci la tua band ai nostri lettori. Che genere di musica fate? Joseph D’Agostino – Rock and roll, uno due tre. Riguardo al vostro album quali sono le band che vi hanno influenzato maggiormente? Wilco, Pavement, Bedhead, Trail of Dead, Life Without Buildings, The Clientele, Dismemberment Plan. Il vostro album si chiama 'Why There Are Mountains', ma non è propriamente quello di cui trattate. C’è un significato particolare dietro a questo titolo? 'Why There Are Mountains' si riferisce al testo alla fine di '…And The Hazy Sea', la parte riguardo la cenere e le ossa a forma di spirale rivolte verso il cielo. Una montagna di carne putrefatta, resti, cenere, ecc., i corpi di tutti gli umani che sono vissuti e morti. Il disco tratta della costante ansia e disagio che provi quando non sei capace di limitare la portata della tua visione del mondo, di mettere i paraocchi per il bene della tua salute mentale. Parla delle paralisi e delle enormità della nostra realtà, della perfezione e dell’inadeguatezza dei cinque sensi. L’album tratta per la maggior parte di quello che non riusciamo a percepire. Non vedo questo cambiamento per il prossimo disco, o per quello dopo, o per quello dopo ancora. E’ una mia preoccupazione. Da dove vengono le canzoni? Chi scrive i testi e le musiche? E’ un lavoro che svolge la band insieme oppure uno solo? Sono io che scrivo i testi e la musica. Avete avuto una recensione molto positiva da Pitchfork (8.3) e il vostro album è stato inserito nella categoria 'Best New Music'. Pensavate di ricevere tutti questi apprezzamenti dalla critica mentre stavate registrando il disco? Cosa è successo dopo? La vostra vita è cambiata? Sì, nonostante i soliti spasimi di tremendo dubbio di cui era pieno il processo di registrazione, quando lo abbiamo masterizzato ero pienamente fiducioso che qualcuno lo notasse… Pensavo ci volesse un po’ più di tempo però. Il mio mondo si è espanso venti volte da quando abbiamo incominciato ad andare in tour. Molti paesi stranieri non sono più immaginari per me! Ora esistono nel mio mondo! E’ scioccante e rivelatore. Presto l’Italia non farà più parte dell’immaginario! Nel vostro album ci sono alcune canzoni che hanno un cambiamento musicale notevole all’interno delle stesse. Faccio fatica a credere di stare ascoltando lo stesso brano. Pensavate che questa idea potesse essere apprezzata dai fan? E da dove viene? Scrivo le canzoni in piccoli pezzi, un ritornello per volta, poi li lego insieme, in maniera che creino un impatto. Stessa cosa con i testi, pezzi mescolati e abbinati, sovrapposti e sperabilmente ottengono significati più importanti. Dicci qualcosa riguardo al tuo nickname 'Ferocious'. Me lo ha dato il mio grande amico Raymond Garneau, compagno alle superiori. La scena indie-rock di New York continua a crescere. Cosa ne pensi delle band provenienti dalla tua città? Chi sarà la 'next big thing' a tuo avviso? Mi piacciono parecchie band di Brooklyn, The Pains of Being Pure At Heart, Sleigh Bells, Antlers. Ma non ho nessun altro suggerimento da dare poiché non abito più in quel distretto. Credo che probabilmente saprai prima tu di me chi sarà la 'next big thing'. |