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NO JOY (USA) |
SEGUILI SUwww.myspace.com/nojoy da panopticonmag.com La band composta da Jasmine White-Glutz, chitarra e voce, e da Laura Lloyd è nata nel 2008, "a distanza": le due musiciste infatti vivevano una a Los Angeles e l'altra a Montreal. Solo dopo la decisione della White-Glutz di trasferirsi in Canada il progetto inizia a prendere vita e le due cominciano a suonare live nei club canadesi. Le raccomanda Bethany "Best Coast" Cosentino, una che di fuzz pop ha dimostrato di intendersene, e si appoggiano a Bandcamp, la piattaforma per artisti indipendenti più cool dell'etere, da cui negli ultimi tempi sono venuti fuori alcune delle migliori nuove proposte, fra cui anche gli Esben and the Witch. Sono le No Joy da Montreal, Quebec, ovvero due biondone alle chitarre che si fanno accompagnare da altrettanti bulli alla sezione ritmica, per mettere in piedi non una muraglia ma certo un bel recinto di suono all'interno del quale contengono melodie che rimandano a Santa Bilinda Butcher e nientedimeno ai Nirvana. Ghost Blonde, il disco d'esordio, è noise rock di matrice shoegaze con l'aggiunta di spezie provenienti da Seattle, e potremmo chiuderla qui. Invece si tratta di un debutto da approfondire, perché a nostra opinione siamo di fronte al miglior album del 2010 nel suo campo, quindi roba che verosimilmente troverete anche nella classifica-resoconto di fine anno. Se ancora non avete fatto pace con i Sonic Youth dei primi Novanta, in particolare quelli di Dirty per intenderci, e se la scorsa estate non c'eravate e vi siete persi anche l'esordio dei Best Coast, potreste tuttavia sorprendervi partendo dalle No Joy e dai loro tessuti di rumore raffinato; specialmente se non avete mai dimenticato il primo amore, quel "Loveless" che torna sempre alla memoria quando si raccontano storie come questa. E allora a cominciare dall'omonimo EP che contiene anche un'omonima e quindi programmatica canzone (un po' come "Black Sabbath" da Black Sabbath dei Black Sabbath) e via verso queste nuove dieci canzoni edite dalla Mexican Summer (album in uscita in Italia il 24 Maggio), ecco che entrare e farsi circondare dal recinto diventa mossa quanto mai piacevole, vista la discreta orecchiabilità di pezzi come "Heedless" o "Maggie Says I Love You", per citarne due. Il blocco in realtà è unico e bello compatto: se ti piace una traccia, facilmente ti piacerà anche quella successiva. Ad ogni modo assieme agli strati sonori imbastiti dalle due chitarre, l'atmosfera trasognata che custodisce Ghost Blonde rilascia sensazioni dream pop a bassa fedeltà, che in qualche modo discostano dall'idea di un lavoro incentrato solo ed esclusivamente sulla lezione degli shoegaze masters. Parliamo dunque di un'uscita che può coinvolgere l'ascoltatore post a tutto campo e non per forza il pubblico di genere, che ormai si è organizzato in webzine e blog specifici. Non è raro infatti imbattersi in angoli dell'etere dedicati agli appassionati dello shoegaze in purezza, in cui si fa comunella raccogliendo ogni nuova uscita accostabile al genere, un po' come accade da sempre tra le varie fazioni dei metallari più true, o ultimamente tra dubstep devoutees. In tutto questo, vale la pena provare Ghost Blonde perché appare come un prodotto bello e coinvolgente, non solo indirizzato ai soliti smanettoni che tanano la festa e se la godono fra di loro. E poi volete mettere il fascino di esserci da subito, prima ancora che le due biondone diventino famose per i loro nomi e volti, che oggi tendono a mistificare? Se ne parlerà ancora, potete scommetterci. Ora arriva anche in Italia l'album di debutto, "Ghost Blonde", composto da dieci tracce indie noise, che virano dall'elettronica al pop. DATE PASSATE 01.06.11 Circolo Magnolia, Segrate (MI) c/Suuns 02.06.11 Init, Roma c/Suuns |